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26-05-2021
Voglio diventare italiano: domande e risposte.
Riprendo quanto già indicato nel post «Voglio diventare italiano» (https://bit.ly/3yHYisu), in cui trovate i concetti principali in materia, per dare risposta alle domande pratiche più comuni che vengono poste allo Studio Legale Navarro di Brescia:

1. Quando ho diritto alla cittadinanza italiana per via materna o “iure sanguinis”?

Domanda importante. Non tutti sanno che avere un avo italiano nella linea degli ascendenti, anche se lontano, è il primo passo per capire se si abbia diritto alla cittadinanza italiana.
Ci sono però alcuni limiti temporali, l’avo dal quale si potrebbe avere la cittadinanza deve essere una donna nata prima del 01.01.1948, ma non prima del 17.03.1861 (la nascita del Regno d’Italia).
 
2. Quali sono i successivi requisiti, una volta trovato l’avo italiano nata prima del 01.01.1948?
 
Il secondo requisito fondamentale è che nessuno dei discendenti a partire dall’avo italiano identificata come la dante causa, abbia MAI RINUNCIATO ALLA CITTADINANZA ITALIANA ESPRESSAMENTE/ PER VOLONTÀ PROPRIA.
Questo si dimostra con il certificato di NON Naturalizzazione.
 
3. Cosa sono i documenti di non naturalizzazione e di non rinuncia alla cittadinanza italiana e quali i loro fine al fine della procedura?
 
Il certificato di non naturalizzazione è un documento emesso dall’Autorità competente di ogni Stato cui lo si chiede, solitamente tale autorità è il Ministero degli Esteri o il suo equivalente.
Questo certificato dimostra o attesta che il parente dante causa (ovvero quella grazie al quale il diritto alla cittadinanza potrà essere concesso) NON si sia naturalizzato straniero, oppure abbia per volontà propria acquisito un'altra cittadinanza. A tal effetto si fa presente che sino al 1992 la persona perdeva la cittadinanza italiana e il diritto a trasmetterla alle generazioni successive nel momento in cui acquisiva un'altra per volontà propria. Ciò in quanto la doppia cittadinanza non era ammessa.
Il certificato di NON rinuncia alla cittadinanza italiana, invece, è un documento emesso dalle autorità consolari italiane del Paese di emigrazione del parente dante causa, che attesta che lo stesso non avesse mai rinunciato ESPRESSAMENTE / VOLONTARIAMENTE alla cittadinanza italiana. In quel caso le successive generazioni o il soggetto interessato ad ottenere la cittadinanza italiana perdeva tale diritto.
 
4. La Procedura come funziona?
 
La procedura deve essere presentata presso il Tribunale di Roma, quale organo competente territorialmente per legge.
Non è necessario che avvenga prima il riconoscimento della cittadinanza al discendente più prossimo alla cittadina italiana, ovvero, l'interessato può far domanda a prescindere dal fatto che il nonni/la nonna o genitore, l'abbia fatta.
 
5. Con quali caratteristiche devono essere presentati i documenti attestanti il diritto alla cittadinanza italiana?
 
Tale documentazione deve essere tutta tradotta e legalizzata. La cosa migliore è che le traduzioni dei documenti emessi da un paese estero vengano fatte da un traduttore ufficiale, iscritto presso il Consolato italiano competente e che poi le stesse traduzioni vengano legalizzate sempre dal Consolato competente per territorio.
 
6. Il coniuge dell’interessato al riconoscimento della cittadinanza, può chiederla giudizialmente?
 
No. Si precisa che il coniuge del discendente di italiano non può acquisirla giudizialmente, dovrà richiederla successivamente, per matrimonio. Quindi per via amministrativa/CONSOLARE.
 
7. Cos’è la sentenza di riconoscimento della cittadinanza italiana?
 
La sentenza è composta da tre parti:
 
La prima contiene i dati anagrafici del richiedente o richiedenti e della controparte che in questo caso è il Ministero degli Interni Italiano, così come il nome del giudice designato dal Tribunale.
 
La seconda parte indica le ragioni giuridiche sulla base delle quali il Giudice arriva alla conclusione che i richiedenti hanno il diritto ad essere dichiarati cittadini italiani iure sanguinis.
Ad ogni modo i ragionamenti logici giuridici sono sempre quelli applicati nella sentenza di Cassazione n. 4466/2009 e quindi si tratta di una procedura certa: BASTA AVERE TUTTI I DOCUMENTI IN ORDINE. Click qui https://bit.ly/3yHYisu per vedere l’elenco dei documenti necessari, tenendo presente che ogni caso è a sé, e a volte servono ulteriori documenti, rispetto a quelli indicati.
 
La terza e ultima parte è quella dichiarativa, che concede la cittadinanza ai richiedenti.
Si fa presente che sono talmente tanti i discendenti degli italiani che sono emigrati all’estero e che hanno il diritto ad essere dichiarati italiani che il Tribunale di Roma nel 2018 ha conformato la sezione XVII dedicata solo a questo.
 
8. L’acquisire la cittadinanza italiana potrebbe implicare obbligazioni di carattere tributario?
 
“Ni”. Il sistema tributario italiano è basato sul principio della tassazione di fonte mondiale. Quindi si considerano contribuenti solo coloro che hanno una residenza fiscale all’interno del territorio italiano.
In Italia perché una persona fisica sia considerata residente, deve trascorrervi almeno 6 mesi all’anno.
Quindi se dopo aver acquisito la cittadinanza italiana l’interessato non trasferisce la residenza in Italia, non avrà alcun obbligo fiscale.
 
9. Ci sono altri obblighi?
 
L’obbligo principale dopo aver acquisito la cittadinanza è quello d’iscriversi all’A.I.R.E (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero) presso il Consolato competente territorialmente e indicare sempre cambi di residenza e di stato civile.
 
Per maggiori informazioni contattare lo studio Legale dell’Avv Mara Navarro Pentimalli
(info@studiolegalenavarro.it). Lo studio è attrezzato per effettuare le traduzioni dei documenti reperiti in Italia.
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