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03-03-2021
L’importanza del Diritto all’Identità

L’importanza del Diritto all’Identità

e il suo collegamento con la rettifica del sesso / cambio sesso

 

Partendo da un post precedente (Nuovi sviluppi nella rettifica del sesso / cambio sesso: https://bityl.co/5oUv), risulta evidente che la strada per arrivare dove si è ora in materia di diritto dell’individuo alla rettificazione di attribuzione di sesso, è stata lunga.

La rettificazione di attribuzione di sesso

Nel 1982 lo Stato italiano riconobbe il diritto dell’individuo alla rettificazione dell’attribuzione del sesso clinicamente per poi essere autorizzato alla rettifica nell’atto di nascita e successivi documenti. Un diritto che prima era concesso solo ai casi clinici, ovvero a chi aveva malformazioni sin dalla nascita o che si sviluppava naturalmente verso il sesso opposto.

Una situazione rimasta ferma per 29 anni fino al 2011 quando il D.Lgs 150/2011 ha previsto che l’autorizzazione giudiziale alla rettifica nell’atto di nascita e l’autorizzazione all’attribuzione del sesso chirurgicamente potesse avvenire congiuntamente. Ma la sua applicazione in questo senso nei Tribunali è avvenuta molto gradualmente e non sempre veniva riconosciuto tale diritto.

La situazione oggi

Per poter pretendere la richiesta di rettifica sesso ad oggi rimane come requisito fondamentale che l’individuo interessato abbia intrapreso un processo di transizione sessuale e che il suo aspetto fisico e così come la sua identità sociale sia variata verso il sesso opposto.

Requisito per ovvie ragioni fondamentale a cui si aggiunge sempre più spesso la necessità di verificare lo stato psico fisico dell’interessato.

Il diritto all’identità personale  

Per arrivare a questo ottimo punto si è sempre molto discusso del diritto all’identità personale, perché è da qui che si parte per essere riconosciuti per il sesso per cui si è inclini.  

Il diritto all’identità personale è quel ramo del diritto che tutela l’interesse del soggetto ad essere sé stesso e a poter affermare nella vita di relazione le sue verità.

Gli aspetti dell’identità personale tutelate storicamente sono stati il nome, l’immagine e l’onore, ma che oggi è arrivato a comprendere lo specifico bene / valore costituito dalla proiezione sociale della complessiva personalità dell’individuo, alla base del quale si colloca l’interesse del soggetto ad essere rappresentato, con la sua vera identità” (Le prove Civili, Cedam 2018).  

Nel codice civile i riferimenti normativi di questo diritto si trovano negli art. dal 6 al 10: diritto al nome, all’immagine e il diritto alla rettifica. Quindi teoricamente e dottrinalmente l’evoluzione è chiara ma, come spesso accade, non a livello normativo.  

Infatti il diritto alla rettifica, inteso unicamente come l’accesso ai mezzi di informazione in condizione di parità per replicare a chi ha compiuto atti o emesso opinioni lesive della dignità o contrari alla verità, non si è ancora evoluto per la rettifica del sesso.  

Come ottenere la rettifica del sesso in sede anagrafica  

L’individuo ha il diritto di essere ciò che è sia nei confronti della famiglia, che nelle proprie relazioni, e dunque l’individuo ha e dovrà avere il diritto ad essere riconosciuto per quello che veramente è: un individuo nato e registrato anagraficamente secondo un sesso, che ha poi assunto in vario modo e per mezzo di interventi chirurgici e trattamenti ormonali le caratteristiche fisiche dell’altro sesso, cui soggettivamente ritiene di appartenere”.

Per far riconoscere questo diritto è necessario iniziare una causa ordinaria, notificando l’atto di citazione al Pubblico Ministero presso il Tribunale della residenza del richiedente (rappresenta lo Stato Italiano in questa tipologia di cause) e nel caso di soggetti sposati o con figli anche loro, al fine di far riconoscere il diritto alla rettifica del sesso sia anagrafico che con l’autorizzazione all’intervento.

Successivamente, si svolge la causa come una normalissima causa ordinaria. Alla fine della quale il Giudice emetterà una sentenza accogliendo le richieste o rigettandole a seconda del caso.

Nei casi standard, dopo la prima udienza, il Giudice nominerà un Consulente Tecnico d’Ufficio che avrà l’obbiettivo di stabilire se vi sono i requisiti psico-fisici nel richiedente per affrontare tale cambiamento definitivo.

Lo Studio Legale Mara Navarro si occupa con successo da anni del riconoscimento del sesso in cui una persona s’identifica in sede anagrafica anche senza che ci sia un intervento che modifichi i caratteri sessuali primari, come è stato stabilito dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 221 del 21 ottobre 2015.  

Per maggiori approfondimenti o per intraprendere dal punto di vista legale il percorso della rettifica contatta lo studio dell’Avv. Mara Navarro: info@studiolegalenavarro.it  

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