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28-01-2021
Mancato o incompleto pagamento degli assegni di mantenimento - parte 2

Cosa accade quando chi è obbligato a versare un “assegno di mantenimento” è inadempiente totalmente o parzialmente?

Premessa:

Gli assegni di mantenimento sono l’obbligo imposto dal Giudice a favore dei figli minorenni e/o maggiorenni incapaci e/o maggiorenni non autosufficienti e a seconda dei casi anche l’obbligo di mantenimento a favore dell’ex coniuge non autosufficiente.

Se l’ex coniuge (nel caso di separazione) o il genitore (nel caso di solo mantenimento tra coppie non sposate con figli) non paga

Spesso ci si trova a dover “fare i salti mortali” per ottenere da chi è obbligato il versamento e/o recupero degli assegni di mantenimento arretrati, ecco una breve guida su cosa e come fare:

  • avviare un pignoramento: I pignoramenti ai sensi di legge possono essere i seguenti:

    • pignoramento mobiliare, è l’azione sui beni mobili di proprietà del debitore, come lo possono essere ad esempio un’automobile, i macchinari di lavoro, o dell’attrezzatura sempre di lavoro. Prima di decidere su quale bene mobile, è importante determinare con precisione l’importo dovuto e metterlo a confronto con l’eventuale valore commerciale del bene che si vuole pignorare.
    • Pignoramento presso terzi, è l’azione che andrà a soddisfare il creditore attraverso tutti i crediti che il debitore vanti nei confronti di terzi. Ad esempio lo stipendio, le fatture emesse dal debitore nei confronti di terzi, pensioni, le somme esistenti sui conti correnti, e altro simile.
    • il pignoramento inaudita altera parte ex art 156 del Codice Civile, che non è altro che una richiesta fatta al giudice affinché ordini, ad un terzo a pagare l’intestatario dell’assegno di mantenimento. È un pignoramento presso terzi che evita la notifica al debitore e che pretende che sia un terzo a pagare per conto del debitore all’avente diritto le somme a questo ultimo dovute.
    • il pignoramento immobiliare. È la procedura che porta alla messa all’asta dei beni immobili del debitore. Azione utile solo se gli importi dovuti sono sostanziali o elevati. In quanto è una procedura i cui risultati positivi si ottengono a lungo termine (a Brescia la media è 4/5 anni).

  • Avviare la richiesta di pagamento degli assegni di mantenimento dovuti agli ascendenti (nonni o ex suoceri) dell’obbligato, nonché debitore.
    I presupposti sono sostanzialmente quattro:
    • Il primo è essere titolare dell’assegno di mantenimento, ovvero la persona a favore della quale quest’obbligo è imposto, ad esempio: il figlio maggiorenne o uno dei genitori e/o l’ex coniuge;
    • il secondo è aver comunque tentato il recupero di quanto dovuto a titolo di assegno di mantenimento dal diretto obbligato;

    • il terzo (molto ambiguo) è che i beneficiari dell’assegno (il creditore e i figli), debbano trovarsi in una situazione di grave disagio economico. Cosa non sempre semplice da definire.

      Quindi ogni caso è a sé, ogni situazione va analizzata tenendo conto dell’insieme di condizioni e caratteristiche del nucleo familiare;

    • il quarto è che il credito vantato non sia prescritto. Si ricorda che gli assegni di mantenimento non pagati oltre i 5 anni si prescrivono.


Procedure:

Al fine di ottenere che gli ascendenti versino per conto del debitore e/o coprano il dovuto a titolo di assegni di mantenimento già fissati, si potrà scegliere una delle due procedure possibili:

  1.  La notifica di un atto di precetto ai nonni o ex suoceri, con il quale si intima a pagare l’importo dovuto dal/la proprio/a figlio/a nei confronti di chi ne ha diritto (il creditore).

    • Se i nonni o ex suoceri non dovessero pagare entro 10 giorni dalla notifica di tale atto, si potrà procedere con uno dei pignoramenti sopra indicati.

    • Oppure i nonni o ex suoceri potranno opporsi, in quel caso il Giudice addito esaminerà la sussistenza dei presupposti e se il caso stabilirà anche il quanto dovrà essere versato.


  2. Con un ricorso presentato in Tribunale.
    Il Giudice designato esaminerà la sussistenza dei presupposti e stabilirà anche il quanto dovranno versare gli ascendenti.

 

Con quanto sono obbligati nonni o ex suoceri a contribuire?  

Dovranno contribuire con un importo che possa garantire la sopravvivenza dei figli e/o ex coniuge. A questo riguardo l’importo dovrà garantire ad esempio: alimenti, medicine, bollette dei servizi di prima necessità, e via dicendo.

Non rientrano rette scolastiche o gite ad esempio.

Quindi l’importo verrà calcolato come si calcolano gli alimenti.

Una volta presentato il ricorso, il Giudice ordinerà la sua notifica, successivamente si terrà una prima udienza dopo la quale il Giudice potrebbe già provvedere oppure a seconda dei casi chiedere ulteriori documenti e/o mezzi probatori, che potrebbero essere utili a determinare il quanto.

La procedura si conclude con un’ordinanza che accoglie e quindi impone ai nonni di contribuire, finché lo stato di necessità persiste oppure rigetta il ricorso, stabilendo che non ci sono i presupposti per gravare i nonni o ex suoceri (cosa che accade raramente).

Importante!

Questo tipo di ricorso e/o azione si intraprende solo quando il debitore non versa gli assegni di mantenimento da tempo; oppure quando egli non sia reperibile da un lasso di tempo importante.       

 

Per definire quale azione sia meglio intraprendere contattate lo Studio legale Navarro di Brescia, che oltre a consigliare la soluzione più adeguata alla vostra situazione specifica, dispone di una rete di professionisti in grado di individuare i beni che si potrebbero “aggredire” per il recupero degli assegni di mantenimento arretrati. Studio Legale Avvocato Mara Navarro: info@studiolegalenavarro.it.      

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