Avvocato Mara Navarro
STUDIO LEGALE
CONSULENZA
LEGALE
Un avvocato
al tuo fianco
per muoverti con sicurezza
nel mondo della legge

Notizie

04-11-2020
LA CITTADINANZA ITALIANA: come ottenerla per via amministrativa

Nel post del 05/04/2020 si è trattato l’argomento cittadinanza italiana, indicando quali fossero le condizioni per ottenerla approfondendo solo quella per via giudiziale, che si può pretendere qualora si avesse un parente in linea ascendente nato prima del 1.01.1948 da donna italiana, sposata con uno straniero.

Per quelli nati dopo da mamma o padre italiano resta la via amministrativa, che verrà approfondita con questo post (sia in italiano che in spagnolo), di cui si approfondirà di seguito.

Qual è la normativa che regola la suddetta procedura?

La legge n. 91/1992, che all’art. 1 stabilisce che il figlio di padre o madre con cittadinanza italiana è cittadino per nascita. Introducendo così il principio dello “ius sanguinis” o il “diritto derivante dal sangue”. 

Il suddetto diritto è valido anche nell’ipotesi in cui un soggetto abbia nel proprio albero genealogico avi e/o ascendenti italiano emigrato all’estero, in quanto la trasmissione dello status di cittadino non conosce limiti di generazione.

Inoltre è ancora in vigore la legge n. 555 del 1912, che nel suo art. 1 conferma il principio, già esistente, del riconoscimento della cittadinanza al figlio nato da cittadino italiano, indipendentemente della nazione in cui nascesse. Ciò aveva e ha la finalità di garantire ai figli degli emigrati il diritto di conservare il vincolo con il paese d’origine dei propri ascendenti.

Infine la circolare n. K.28.1 dell’8 aprile 1991 del Ministero dell’Interno.

Ciò detto, è pacifico determinare che il diritto al riconoscimento della cittadinanza italiana, si basa sulla discendenza da un cittadino italiano emigrato (ovviamente da dimostrare).

I requisiti che deve possedere l’ascendente italiano o colui o colei dal quale si otterrà la cittadinanza:

  • Egli o Ella non deve essere naturalizzato prima dalla nascita del figlio (avente diritto), ovvero non deve aver acquisito un'altra nazionalità, rinunciando alla propria, prima che l’avente diritto nascesse.  

  • Egli o Ella non abbia rinunciato alla cittadinanza italiana prima della nascita dell’avente diritto.

In sintesi, è indispensabile, che la catena di trasmissione della cittadinanza non si sia interrotta.

I documenti necessari (stabiliti nella circolare n. K.28.1 dell’8 aprile 1991 del Ministero dell’Interno):

  1. La linea generazionale, appena menzionata, deve essere documentata attraverso certificati di nascita, matrimonio e morte, quando avvenuta, dall’avo all’avente diritto. Quindi tutti gli atti di Stato Civile di nascita, matrimonio e morte di tutti i componenti della linea generazionale – dall’avo cittadino italiano fino al richiedente;

  2. Estratto dell’atto di nascita dell’avo italiano emigrato all’estero rilasciato dal Comune italiano ove egli nacque; Atti di matrimonio dei suoi discendenti, in linea retta, compreso quello dei genitori della persona rivendicante il possesso della cittadinanza italiana;

  3. Certificato di mancata naturalizzazione dell’avo, rilasciato dall’autorità straniera (dallo stato di residenza o ultima residenza) competente; Ovvero che non si abbia mai rinunciato alla cittadinanza italiana.

  4. Certificati di residenza

    I certificati stranieri dovranno essere muniti di traduzione giurata e legalizzazione.

La procedura:

L’istanza, dovrà essere presentata in carata da bollo nel Comune presso il quale il richiedente avrà stabilito la residenza “temporanea”. Il tutto accompagnato dalla documentazione sopra elencata.

Il richiedente che ha come residenza fissa un paese estero, dovrà comunque recarsi in Italia, fissare una residenza e presentare tutta la documentazione nel Comune di appartenenza. Chi è già residente, o abita in Italia, dovrà sempre presentare l’istanza nel Comune di residenza.

Chi invece, non ha la possibilità di recarsi in Italia, dovrà presentare l’istanza presso il Consolato Italiano del luogo di residenza. Però così facendo la procedura è molto più lunga.

Le autorità Comunali effettueranno tutte le indagini necessarie presso il comune italiano d’origine o di ultima residenza dell’avo italiano emigrato all’estero al fine di verificare che il parente italiano non ne abbia mai rinunciato.

I Sindaci, una volta che gli uffici competenti hanno verificato la fondatezza della pretesa avanzata dagli istanti a vedersi attribuita iure sanguininis la cittadinanza italiana, disporranno la trascrizione degli atti di stato civile relativi ai soggetti riconosciuti e con tale certificazione.

Si fisserà il giorno per il Giuramento per la ricezione della cittadinanza italiana, verrà consegnata la carta d’identità e in un secondo momento si potrà formulare richiesta per il passaporto.

La procedura fatta in Italia ha tempi brevi. Nel giro di circa tre mesi la procedura è quasi sempre conclusa.

 

Lo studio legale Avv Mara Navarro, resta a disposizione per maggiori approfondimenti, nonché per svolgere traduzioni e legalizzazioni dei documenti necessari dallo spagnolo all’italiano e viceversa.

L'esperto risponde
Contattaci per illustrarci il tuo problema. Sapremo consigliarti al meglio.

ENTRA