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28-09-2020
Come recuperare un credito in un altro paese dell’unione Europea.

I rapporti commerciali transfrontalieri sono una realtà oramai più che acquisita: merci e servizi attraversano le frontiere ogni giorno generando una serie di obblighi e diritti in capo a chi vende e a chi compra. Il primo è quello di pagare per la merce acquisita o il servizio usufruito, cosa che non sempre succede. In questo caso cosa potrà fare chi deve recuperare un credito da una società o da un consumatore, la cui sede legale o residenza rispettivamente si trova in un paese dell’unione Europea che non sia l’Italia?

R.- Il creditore con sede o residenza in Italia può scegliere tra il Decreto ingiuntivo ai sensi delle proprie normative interne-italiane, oppure di avviare il così detto monitorio europeo tramite il Decreto Ingiuntivo Europeo o Ingiunzione di Pagamento Europeo (IPE), valido per tutti i paesi membri dell’UE a eccezione della Danimarca.

Ecco gli aspetti più importanti di entrambe le procedure.

il primo requisito per ottenere un decreto ingiuntivo sia ai sensi degli articoli 633 e seguenti del Codice di Procedura Civile che ai sensi di quello europeo introdotto con il Regolamento (CE) n. 1896/2006 del 12.12.2006, è che il credito vantato sia determinato, liquido ed esigibile.

Per entrambe le procedure, la fase monitoria è sottoposta alla cognizione sommaria e di conseguenza si svolge in assenza di contradittorio.

Per decidere quale soluzione scegliere in primo luogo è opportuno rivolgersi al proprio legale di fiducia, in questo caso chi ha bisogno di recuperare crediti in paese dell’Unione Europea può contattare lo Studio Legale Avv. Navarro all’indirizzo email info@studiolegalenavarro.it

La scelta tra decreto ingiuntivo italiano e quello europea avviene sulla base dei:

a)      requisiti per ottenere l’ingiunzione:
Per ottenere l’ingiunzione italiana si deve depositare, attraverso il proprio legale di fiducia, un ricorso al Giudice competente per materia, territorio e valore, corredata di tutta la documentazione che attesti / dimostri la fondatezza delle proprie pretese. Quindi la richiesta d’ingiunzione deve essere accompagnata da prova scritta e con la stessa si dovranno indicare, tra le altre, i nome delle parti, le loro sedi o residenze, l’importo del credito, le spese legali, la richiesta di interessi legali o moratori, ecc.

Invece per ottenere l’Ingiunzione di Pagamento Europea (IPE) si deve presentare al Giudice competente per territorio, materia e valore il modulo standard A, allegato allo stesso regolamento di cui sopra. In cui descrivere tutte le prove a sostegno della domanda, NON SERVE – PER FORZA – allegare i documenti che attestino la sussistenza del proprio credito. Questo perché l’obbiettivo di questo Regolamento è accelerare il processo del recupero credito transfrontaliero.

È necessario, invece, determinare i motivi della competenza giurisdizionale e dimostrare il carattere transfrontaliero della pretesa.

Elemento importante è che il credito preteso NON SIA CONTESTATO.

Nel caso in cui la richiesta di IPE fosse presentata in un paese diverso dall’Italia, il modulo deve essere presentato nella lingua ufficiale dello stesso.

Sono esclusi dal campo di applicazione dell’IPE i crediti sorti dai regimi patrimoniali fra coniugi, (per esempio: crediti da assegni di mantenimento non pagati) o dai regimi assimilati, dai testamenti e dalle successioni, dai fallimenti o dalle procedure concorsuali, dalla sicurezza sociale, dai crediti derivanti da obblighi extracontrattuali.

b)    sulla fase di emissione e notifica dell’ingiunzione:

Una volta accertate che tutte le condizioni di legge o del Regolamento siano state adempiute dal ricorrente, l’ingiunzione viene emessa e quindi poi la stessa dovrà essere notificata.

Nel caso del Decreto Ingiuntivo italiano: al debitore con sede legale o residenza in un paese dell’Unione Europea diverso dall’Italia dovrà essere notificato con il ricorso di richiesta d’ingiunzione (tradotto e asseverato) e con il decreto ingiuntivo (tradotto, asseverato e con l’apposizione dell’appostile sul decreto emesso dal Giudice Italiano) entro i 90 giorni dalla sua emissione. Superati i quali il decreto diviene inefficace.

La notifica all’interno dell’UE avviene ai sensi del Regolamento CE N. 1393/2007.

Con l’ingiunzione italiana il debitore potrà pagare al creditore:

a) nel termine di 50 giorni se l’ingiunzione fosse stata emessa non provvisoriamente esecutiva,

b) immediatamente se invece fosse stata emessa provvisoriamente esecutiva,

c) potrà in ogni caso proporre opposizione allo stesso nel termine di 50 giorni.

Lo Studio Legale Avv. Navarro traduce direttamente i documenti e gli atti giudiziari, asseverandoli in spagnolo e in portoghese: per ogni necessità contattare lo Studio all’indirizzo e mail: info@studiolegalenavarro.it

Nel caso dell’IPE: al debitore dovranno essere notificati semplicemente i moduli di richiesta di IPE e l’IPE stesso (il “Modulo A”).

Con l’ingiunzione di pagamento europea il debitore/convenuto verrà informato sulla possibilità di pagare al creditore o di opporsi all’ingiunzione nel termine di 30 giorni dalla notifica.

Il regolamento lascia che sia lo Stato che emette l’IPE a regolare i termini della sua notifica. Ai sensi della normativa interna, come per la propria ingiunzione, il termine per notificare il debitore sarà di 90 giorni o 60 giorni a seconda dei casi.

c)     Sull’opposizione all’ingiunzione:

L’opposizione al decreto ingiuntivo è la procedura con cui il debitore cita in causa il creditore in modo che il Giudice adito dichiari l’inesistenza del credito vantato nel decreto ingiuntivo. Di norma, la causa segue il rito ordinario civile e le proprie ragioni dovrebbero essere tutte dimostrate attraverso prove documentali. È possibile e quasi sempre necessario usare altri mezzi probatori, quali Consulenza Tecnica d’Ufficio e/o prove testimoniali.

Ai sensi del diritto italiano (art. 645 cpc e seguenti): l’opposizione al decreto ingiuntivo va notificata dal debitore al creditore entro il termine di 40/50 giorni dalla notifica dell’ingiunzione, attraverso l’atto di citazione.

L’opposizione si propone davanti lo stesso tribunale al quale appartiene il giudice che ha emesso il decreto ingiuntivo opposto.

La causa ordinaria di opposizione dovrà finire con una sentenza che potrà confermare il decreto ingiuntivo opposto, rendendolo esecutivo definitivamente oppure revocandolo e dichiarando che nulla è dovuto.

Ai sensi del Regolamento CE N. 1896/2006 (art. 16 e seguenti): l’opposizione all’IPE va presentata davanti al Giudice che ha emesso l’ingiunzione entro il termine di 30 giorni dalla notifica dell’ingiunzione, utilizzando il “Modulo standard F” allegato al Regolamento di cui sopra.

La forma e rito che seguirà la causa dell’opposizione all’IPE, sono stabilite dalle norme di procedura civile del paese cui appartiene il Tribunale che ha emesso l’IPE opposto. Su come avviare la causa ordinaria di opposizione in Italia vi sono dei pareri discordanti, in quanto la procedura di opposizione ai sensi del Regolamento Europeo 1896/2006 ha un carattere fortemente informale, che contrasta quello molto formale della normativa italiana. Si pensi ad esempio che al comma 3 dell’art 16 del Regolamento Europeo, il debitore opponente non è tenuto a precisare le ragioni dell’opposizione e che la stessa dovrebbe essere presentata al Giudice che ha emesso l’IPE opposto. Successivamente tale Giudice a sua volta dovrebbe emettere un’ordinanza con le indicazioni su come instaurare/iniziare la causa di opposizione all’IPE, assegnando i termini alla parte opponente.

Detta ordinanza dovrà essere comunicata al creditore.

La causa ordinaria di opposizione dovrà poi finire con una sentenza che potrà confermare il decreto ingiuntivo opposto, rendendolo esecutivo definitivamente oppure revocandolo e dichiarando che nulla è dovuto.

Per poter definire quale monitorio scegliere è importante avere ben chiaro quanto è successo nel rapporto commerciale sulla base dei documenti esistenti e soprattutto quali sono gli obbiettivi da raggiungere con il proprio legale di fiducia.

Per ogni informazione sulle procedure di recupero crediti transfrontaliero all’interno dell’Unione Europea contattate lo Studio Legale Avvocato Mara Navarro: info@studiolegalenavarro.it.

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